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Nome: Avvoscanso Gli Equivoci
email: avvocanzo@live.it AVVERTENZA!!! CHIUNQUE CERCHERA' DI TROVARE UNO SCOPO IN QUESTA BLOGSTORIA VERRA' PERSEGUITO A' TERMINI DI LEGGE; CHIUNQUE CERCHERA' DI TROVARE UNA MORALE VERRA' ESILIATO; CHIUNQUE CERCHERA' DI TROVARE UNA TRAMA VERRA' FUCILATO. Per ordine dell'autore e capo della sussistenza. FINE AVVISO Scusate l'avatar, ma mi han lasciato in mutande... Lavoro in un grande studio legale internazionale (law firm) - Milan office. Tratto affari. Grandi Deal. Sono il meglio che il mercato possa offrire. Non chiamatemi mai avvocato, potrei offendermi. A sensi del Regio Decreto Vattelapesca Sarpippo, autocertifico che tutto ciò che trovasi scritto nel blog (oltre ad esser coperto da copyright) è falso. Tutto quel che scrivo è falso, anche questa frase.

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giovedì, 19 novembre 2009

Prontuario breve del perfetto billatore (level 0 - for dummies)

PRE-AMBOLO (non è il nome di un nano che gioca due numeri sulla rotula del lottolo).

Quei quattro avvocati (o presunti tali) che leggono questo blog sono pregati di saltare il preambolo e andare direttamente alla parte "tecniche di billing" o, se business lawyers navigati, direttamente al prossimo post (livello 1 - semi-pro). Se leggono tutto, sono pregati poi di non lamentarsi se lo trovano noiosolo o imprecisolo, il preambolo.

Per tutti gli altri, pensandoci bene, sarebbe meglio non leggere proprio nulla, soprattutto se il lettore è schizoide, isterico, paranoide, istrionico, ossessivo-compulsivo, fobico, etc. (e con questo abbiamo escluso circa il 99% dei lettori…).

Nei prossimi post (compreso il presente) vedremo le seguenti tecniche di billing:

1) Overbilling semplice;

2) Overbilling registrato;

3) Underbilling registrato;

4) Underbilling semplice;

5) Fantasy-Billing;

6) Magic Swapping;

7) Overrating puro;

8) Overrating underbillato;

9) Transaction swapping;

10) Bill-freezing (meglio noto come time-sheet-freezing o brevemente shit-freezing);

11) Bill-sharing (meglio noto come shit-sharing, alias siamo tutti nella stessa…..barca).

Come avrò già detto (ma dimenticato, vista la mia memoria sinusoidale, nel  senso che ha la sinusite), noi avvocati siamo tenuti a registrare tutte le ore di lavoro (i c.d. "time-sheet"), descrivendo l'attività svolta e indicando il cliente e la pratica cui si riferisce l'attività. Questo perché,  di norma, i clienti pagano lo studio in base al numero di ore lavorate, secondo delle tariffe orarie (i rates). Siccome queste ore (in teoria) dovrebbero entrare nella fattura, nel "conto" da pagare, esse sono definite "billable" (da "bill", non Gates (tu Gattes Sivlester non c'entri nulla, passà là, sciò)).

Non tutte le ore spese  per i clienti sono "billable", perché ad es. a volte ci viene imposto un limite  massimo agli onorari (i Cap), per cui tutte le ore lavorate in più rispetto al Cap non sono billable Se il Cap è fissato a 10.000€, e io ho un rate da 200€/hr, solo le prime 50 ore saranno billable, le altre no. Il "taglio" di queste ore in più si chiama "write-off" ed è motivo di dequalificazione, nel senso che chi subisce molti write off  viene penalizzato nella valutazione di fine anno, checchè, dico, checchè ne dicano i partnerssssss. 

Tecniche di billing (for dummies).

Negli anni ho sempre sognato di operare operazioni di chirurgia estetica delle ore billable sempre più sofisticate e variegate, e ho deciso di  descrivere i miei sogni. Ogni riferimento a fatti o persone realmente accaduti  o cadute, è puramente casuale...   

L'overbilling semplice  è la tecnica più grezza (ed anche più diffusa, tanto da esser stata descritta  persino nel film "il Socio"). Alla fine di un lavoro svolto si interroga il programma di registrazione delle ore, e si ottiene un documento che indica nome avvocato, descrizione singola attività, numero ore per attività, rate orario.

A questo punto si modifica a mano il file, taroccando il numero di ore per ciascun professionista, lasciando intatta la descrizione delle singole attività.

Ovviamente non è consigliabile aumentare le ore di attività svolte in presenza del cliente (es riunioni o telefonate), per evitare contestazioni. Inoltre, siccome alcune versioni di Word indicano anche il numero di ore in cui un certo documento è stato aperto (anche se pochi clienti ne sono a conoscenza), per esser sicuri al 100% bisogna aprire il documento di mattina e lasciarlo aperto fino a sera, magari anche più giorni di fila, cosi che risulti un'adeguata durata di apertura del file.

Nell'overbilling "semplice", i numeri taroccati non vengono inseriti a sistema. Le ore "in più" vengono solo mostrate al cliente nel documento tarocco.

Mi spiego: se ho lavorato 30 ore, al cliente spedirò un documento da cui risultano 40 ore, ma nel sistema interno di contabilità risulteranno sempre e solo 30 ore. Occorrerà fare attenzione a che nessuno invii al cliente il dettaglio che risulta dal sistema informatico, ma sempre e solo il documento "tarocco" (in genere salvato sul proprio pc e non sul server di studio).

Per l'avvocato non c'è alcuna utilità nell'overbilling semplice, visto che dal sistema risulterà sempre che ha lavorato 30 ore, mentre i soldi in più dovuti all'overbilling andranno nelle casse dello studio, non di certo dell'avvocato (a meno che sia partner, ovvio).

L'overbilling registrato è identico a quello semplice, con la differenza  che i numeri vengono taroccati direttamente sul sistema informatico, ovvero si  apre l'apposito programmino di studio e si aumentano i numeri delle ore per una o più attività svolte. Questa tecnica è utile, oltre che per lo studio e i partner (si incassa di più), anche per l'avvocato le cui ore "tarocche" saranno contate a fine anno come ore lavorate (e quindi se ne terrà conto nella sua valutazione). Inoltre, non c'è rischio che al  cliente arrivi un documento da cui risultino meno ore di quelle fatturate (visto che il "tarocco" è già nel sistema informatico interno). 

L'underbilling registrato invece serve solo ai fini interni. Se sai da subito di avere un Cap  basso (es. massimo importo degli onorari 10.000€), anche se lavori 1000 ore, non ti conviene segnarle tutte nel sistema, tanto già sai che oltre un certo limite (10.000€) le ore inserite non verranno considerate billable e, quindi, non ti aiuteranno a prendere bonus o aumenti. Ecco allora che il "taroccaggio" dell'underbilling consiste nel registrare meno ore di quelle effettivamente lavorate. Questa tecnica viene usata spesso perché un altro dei parametri di valutazione dell'avvocato è il rapporto tra numero di ore lavorate ed importi  effettivamente incassati dallo studio. Se ad es. ci sono due avvocati, uno ha  lavorato 1.000 ore e ha fatto incassare 10.000€, un altro ha lavorato 2.000 ore e ha fatto incassare 12.000€, per lo studio sarà più meritevole il primo. Ovviamente l'underbilling registrato si accompagna quasi sempre ad un overbilling registrato (vedi sopra) su altre pratiche, per compensare la perdita di ore.

L'underbilling semplice è identico a quello registrato (si registrano meno ore), e serve a compensare l'inefficienza ad es. di praticanti o avvocati particolarmente imbranati che per un contratto da 2 pagine registrano 200 ore. In genere i partner costretti a ricorrere a tale tecnica si incazzano come Goku il Supersayan mentre è in trasformazione dal 3° al 4° livello.

Il fantasy-billing invece è una variante dell'overbilling (anch'esso può essere semplice o registrato), e consiste nell'inventare di sana pianta  attività mai svolte (quindi non si "aumenta" il numero di ore per le attività effettivamente svolte e registrate, ma si "aggiungono" nuove ore di attività fantasiosa).   Ad es. se io ho segnato "redazione contratto affitto: 10 ore", il partner aggiungerà a fine lavoro "revisione contratto redatto da Avvocatto:  3 ore", anche se in realtà era alle Bahamas con l'amante. 

Il magic swapping consiste nello "swappare", ovvero scambiare le ore e attività di  un avvocato con tariffa oraria bassa, con le ore e attività di un avvocato con  tariffa oraria più alta (ancora una volta esistono le varianti "semplice" e  "registrato"). Se ad es. io ho lavorato 10 ore e ho una tariffa da 100€/hr  (tot: 1.000€), e il mio partner ha lavorato 3 ore a 400€/hr (tot. 1.200€),  lasciamo intatto il numero totale di ore registrate (10+3) e la loro descrizione, ma scambiamo i nostri nomi vicino alle descrizioni delle varie  attività, per cui alla fine risulteranno 10 ore del partner a 400€/hr (tot.  4.000€), e 3 ore mie a 100€/hr (tot. 300€). E il "bill" lievita da 2.200€ a  4.300€, voilà, magia, senza aver aumentato nemmeno un'ora.   Nel prossimo volume saliremo dal livello "dummies" al livello "semi-pro",  tornando con tecniche di billing decisamente più sofisticate.

Have a nice billing.
postato da: avvocanzo alle ore 17:15 | link | commenti (26)



lunedì, 16 novembre 2009

Sogni di gloria

Pigio i tasti a velocità relativistiche.

Salvo il contratto sul server di studio, lo chiudo, lo riapro perché dei sistemi informatici bisogna sempre diffidare.

E’ tutto ok.

O almeno così sembra.

Compongo un nuovo messaggio e-mail, scrivo e riscrivo la lettera di accompagnamento del contratto, in copia il managing partner.

In genere non legge neppure le e-mails che provengono da me, forse (ma forse) la sua segretaria le stampa e le infila nel fascicolo cartaceo, eppure quando inserisco il managing partner in copia impiego più tempo a scrivere la e-mail che il contratto.

Pigio sul tasto “send” e aspetto alcuni secondi che il numerino “1” in grassetto nella cartella “posta in uscita” scompaia, per essere sicuro che la mail sia partita.

Poi incrocio le dita all'altezza della mia nuca e mi sporgo lievemente all’indietro sulla sedia, mi godo quei 10-20 secondi di intermezzo che seguono la fine di un lavoro (o parte di esso) e che precedono il successivo lavoro (una traduzione da giurare).

Comincio a fantasticare.

Mi vedo arrivare una e-mail dal cliente che si congratula con me per il contratto più sistematico, semplice, blindato e rispondente ai suoi desiderata che abbia mai letto in 50 anni di collaborazione con studi legali, tanto contento che decide di affidarci un nuovo incarico ma vuole assolutamente che stavolta ci sia solo io sull’operazione.

Vedo il managing partner interrompere una riunione di studio per congratularsi con me davanti a tutto lo studio, additarmi ad esempio di virtù da seguire.

Sento la sua voce comunicarmi un mega-bonus a fine anno, e sento me stesso rispondergli che non è il caso, visto che a breve lascerò lo studio per un’offerta migliore.

Vedo lui battere un pugno sul tavolo in pelle simil-umana, apporre la sua firma su un assegno e allungarmelo sul tavolo dicendo “scrivi tu la cifra, noi abbiamo bisogno di te”.

Comincio la traduzione (il lavoro successivo), e continuo a fantasticare per ore, rivedo le scene di cui sopra come se mandassi in onda dei successivi replay. Però ogni volta aggiungo nuovi dettagli, nuovi deliri, nuove pacche sulle spalle e e-mail vanagloriose sulle mie capacità uniche.

I miei sogni svaniscono al suono del mio interno.

Lascio trillare per alcuni secondi, osservo sul display del telefono l’interno e il cognome del managing partner.

Ecco, ci siamo, per una volta nella vita i miei sogni si saranno realizzati.

Si, non ha motivo di chiamarmi, l’unico è che ha letto il contratto e vuole congratularsi, magari mi vuole preannunciare un aumento o un avanzamento di carriera, o un megabonus.

Oddio, che ci faccio col bonus?

Non mi manca praticamente niente… beh se fosse davvero importante questo bonus magari un nuovo scooter non farebbe male, la mia vespa denota avanzati segni di senilità, sembra avere il morbo di Alzheimer per le vibrazioni che emana.

Oppure un vestito nuovo, magari di sartoria, cucito addosso.

Intanto il trillo avanza, mi scuoto dal torpore onirico, sul mio viso si increspa un sorriso come una piccola onda, impugno saldamente la cornetta, rispondo “pronto” e dall’altro lato sento:

Avvocanzo non ti avevo detto di mandare il contratto entro stamattina?”

“Ehm…si, l’ho inviato, non ti è arrivata la mail?”

“Non l’ho vista, ok, allora va bene, niente.”

Click.

E la linea si interrompe.

Ed anche i miei sogni.
postato da: avvocanzo alle ore 21:38 | link | commenti (49)



giovedì, 12 novembre 2009

Il mitico dottor Tagliatesta

I sindacati, alcuni sindacati, bisogna dirlo, svolgono egregiamente il proprio mestiere.

Mi sono occupato ultimamente di una grossa "ristrutturazione aziendale".

Il termine ristrutturazione può apparire fuorviante.

Quando si ristruttura un immobile, in genere si buttano giù i muri divisori, si re-infissano gli infissi e si ri-pavimentano i pavimenti, si ri-dipingono le pareti, ma alla fine l'immobile se era di 100mq prima della ristrutturazione, sarà esattamente di 100mq dopo la ristrutturazione.

Nelle ristrutturazioni aziendali (molto di moda di questi tempi), invece, si parte da una società con tot dipendenti, e si arriva con due società, di cui una senza dipendenti e con tutti gli asset positivi dentro, l'altra con tot/2 dipendenti.

Dunque mi sono interfacciato, alla stregua di una periferica di pc, con l'HR manager.

L'human resources manager.

Detto in altre parole, il tagliatore di teste.

Il dott. Tagliatesta, per la precisione.

Personaggio di alto lignaggio e di perfido acume.

Camicie a quadri, cravatta allentata, bretelle bianco/nere immancabili, barba brizzolata incolta ma mai più lunga di alcuni millimetri (proprio l'apoteosi della schifezza, se mi è concesso).

A quattro mani e un cervello e mezzo, abbiamo buttato giù una bozza di accordo da sottoporre ai sindacati.

Chiamarlo "accordo", in realtà, è alquanto pretenzioso.

Io lo definirei "proposta di eutanasia preventiva collettiva".

La perfidia di Tagliatesta ha raggiunto limiti inesplorati e sconosciuti all'animo umano.

Non vorrei tediarvi con noiosi dettagli tecnico-legali, basti dire che la clausola 124 paragrafo 28 sub-paragrafo 12 lettera A romanino (ix), stabiliva la rinuncia preventiva e tombale (nel senso che è una rinuncia che porta alla tomba) da parte di tutti i dipendenti, sia che fossero destinati al licenziamento che anche non, ad impugnare eventuali licenziamenti, singoli o collettivi, eventuali degradazioni di mansioni e/o di stipendi, di fringe benefits (l'auto aziendale, il telefono, robette simili), nonché ad avanzare pretese di qualsiasi genere anche per eventuali oneri contributivi non versati o per stipendi non corrisposti.

Il lavorista, che non si capisce bene chi assista (i sindacati? i lavoratori? se stesso? boh), ha tentato invano di levare un grido di indignazione su alcuni punti dell'accordo, tra cui la clausola 124, par. 28, sub-par. 12, lett. A, roman. (ix), paventando nullità insanabile dell'intera bozza.

Il mitico Tagliatesta si è limitato, per ogni obiezione e/o minaccia, a far schioccare le bretelle, continuando a pronunciare la parola "fallimento". Dopo aver incassato placido i fendenti del lavorista, che richiamava a corredo dottrina, giurisprudenza, principi generali, principi costituzionali, di diritto Europeo, di diritti dell'uomo, l'intrepido Tagliatesta si è alzato, ha chiesto "Ha finito?" e senza attendere risposta ha descritto scenari post-atomici, ha blandito la platea dei rappresentanti dei lavoratori (e di alcuni lavoratori) presenti alla riunione, accompagnando le parole con gesti eloquenti (un morso alla mano, la cravatta alzata a mimare un'impiccagione, il segno della croce, le corna, etc.), si è infervorato al punto che non si capiva più bene da che parte stesse.

Il lavorista non si è arreso e non si è fatto abbindolare, e ha preannunciato "agitazioni", anch'egli accompagnando le parole con gesti altrettanto eloquenti (la mano sinistra ad impugnare il bicipite destro, il braccio destro a 90 gradi).

L'impavido Tagliatesta ha replicato con le lacrime agli occhi (frutto di un ingegnoso involto di cipolla tagliata inserito nel colletto della camicia) che se quei padri di famiglia non avessero in futuro più potuto mandare i figli a scuola, portare il pane a casa, spararsi 200km in agosto in auto per una giornata al mare, se quei lavoratori dalle mani dure ma dal cuore tenero non avessero potuto più permettersi gli occhiali per guardare il sole tramontare, sarebbe stata solo ed esclusivamente responsabilità del lavorista.

E ha fortemente auspicato la fine della vita biologica del lavorista, rammaricandosi estremamente delle attuali leggi penali che vietano il lavoristicidio.

Ma ha anche lasciato accesa la fiammella della speranza nei cuori degli astanti, dicendo che in fondo non è azzardato ipotizzare l'abolizione della giurisdizione penale per intervento Silvino, nel qual caso avrebbe risolto lui la questione, una volta per sempre.

Poi si è appartato nel magazzino con due sindacalisti esterni, di quelli appartenenti ai sindacati maggiormente rappresentativi sul territorio nazionale.

Quando ne è uscito, i due sindacalisti maggiormente rappresentativi hanno tenuto un discorso che sembrava di essere sotto il balcone di piazza Venezia.

Brividi di follia hanno scosso gli animi degli astanti.

Alla fine sembravano tutti determinati a prendere in mano il proprio futuro.

E buttarlo nel cesso.

Ma di propria spontanea volontà.

Lasciata l'azienda e i lavoratori a rimuginare sul loro volontario e autoindotto suicidio preventivo, i due sindacalisti maggiormente rappresentativi sono venuti in studio da noi.

Hanno aperto la nostra proposta di eutanasia collettiva, e hanno richiesto una sola modifica marginale.

Alla clausola 124, paragrafo 28, sub-paragrafo 12, lettera A, è stato aggiunto un romanino (x) che in buona sostanza conferisce ai due sindacalisti maggiormente rappresentativi il potere di: (1) sostituire alcuni nominativi di lavoratori che la società potrebbe in futuro decidere di licenziare, con alcuni nominativi di lavoratori che la società potrebbe in futuro decidere di salvare; (2) sostituire alcuni nominativi di lavoratori che la società potrebbe in futuro decidere di salvare, con alcuni nominativi indicati dai due sindacalisti e, conseguentemente, inserire i nominativi di tali lavoratori che la società voleva salvare nella lista dei nominativi dei lavoratori che la società licenzierà.

Io se rinasco, voglio essere amico di un sindacalista maggiormente rappresentativo.
postato da: avvocanzo alle ore 18:56 | link | commenti (84)



sabato, 07 novembre 2009

tratto da un fatto realmentte accaddutttto

"Salve avvocazzo"

"Buongiorno doc come sta?"

"Bene grazie e lei?"

"Bene grazie"

"Bene..."

"Senta pvenda nota"

"Mi da lei il do o il la.."

"Faccia poco lo spivitoso, è vevo, intendevo penda apputti di quello che dicco"

"Si lo sol lo sol..."

"Ecco scviva che noi compiamo il pogetto e la società A tvamite la nottra società B. Ova la società A, è vevo, lei lo sa, deve pagave al venditove, che è la società C, i developppment costs. Noi ci impegniamo a pagave a C i corrippettivo che A deve a C, ovvevo pev esseve pvecisi B si impegna a fave si che A paghi a C quello che B dovebbe pagave a C. E' chiavo?

"ChiaVissimo. Ma ha una vaga idea di come giustificare il fatto che il venditore si paga a se stesso il prezzo di vendita della propria società???"

"Avvocazzo se lo sapessi, è vevo, di cetto non paghevei 300 euvo a ova per stave a sentive le sue panzanatte"

"Giusto. Ma una curiosità, cosa sono questi developpment cost? Alla fine il progetto consiste in un disegnino di architetto e un paio di contratti di affitto di rustici???"

"Avvocazzo, lei pvopvio non capisce un c..... Si tvata delle tagetti"

"Le tagetti?"

"Si si, le tagetti, l'olio sulle vuote, la stecca, avvocazzo, la stecca".

"Ah beh, ora è tutto chiaro."

 

postato da: avvocanzo alle ore 10:39 | link | commenti (90)



domenica, 01 novembre 2009

Uno strano fenomeno

Questa mattina ho sperimentato un fenomeno alquanto curioso.

Al mio risveglio, come di consueto, mi apprestavo a soddisfare il pruriginoso prurito inguinale.

Tuttavia, il mio fedele serpens monoculos era scomparso.

Puff, smaterializzato, svanito nel nulla.

Il mio torpore sonnolento stava rapidamente cedendo il posto ad un sordo presentimento.

Ho congiunto le mani all'altezza dei pettorali, e la sensazione tattile mi ha restituito la morfologia tipica di un petto, di donna.

Con una mano ho scostato la canotta della salute dal mio torace (regalo di Alerina), ho sbirciato dentro, e - non dimenticherò mai quella orrenda visione - ho intravisto un reggiseno imbottito.

Con dentro un paio di tette nuove di zecca (o meglio, nuove di bisturi).

Mi sono precipitato allo specchio in bagno, e un tuffo al cuore mi ha scosso le fondamenta dell'animo.

L'immagine riflessa non era la mia, ovvero era la mia, ma io ero Mia.

Voglio dire, ero esattamente io o meglio l'immagine di me, quella riflessa sul lavandino, solo che "me" corrispondeva a Mia.

Ho aperto il rubinetto e ho deterso il mio viso, o meglio il viso di Mia, con acqua gelida.

Ho chiuso gli occhi, strizzandoli con forza, ho alzato il mento, e ho riaperto gli occhi lentamente, uno alla volta.

Niente, nulla da fare, stavo guardando Mia nello specchio.

Un urlo strozzato è fuoriuscito dalle mie corde vocali.

Un urlo di donna.

Ho provato a prendermi a sberle, a pizzichi, a morsi sul braccio.

Niente da fare.

Per una strana alchimia notturna sono entrato nel corpo di Mia, proprio la notte di Halloween.

Solo che non è un travestimento, non è un vestito né una parrucca, sono proprio Mia.

Immagino che, in quello stesso momento, da qualche parte, Mia si stava svegliando nel mio corpo.

Immediatamente uno strano sentimento di perversa vendetta ha pervaso la mia mente.

E' l'occasione che sognavo da anni.

Vestire i panni di un partner per abusare del mio potere.

Trema avvocanzo, trema.

Però un dubbio mi assale: e se poi tra qualche giorno mi risveglio dentro me, e Mia dentro lei?

Devo trovare il modo di commettere soprusi su avvocanzo, senza però che lascino troppi segni e senza che gli ostacolino la carriera a lungo termine.

Si può fare...
postato da: avvocanzo alle ore 09:43 | link | commenti (59)